mi sono documentato ed ecco il risultato...
Chiarimento sul Balzello "Copia privata" CD/DVD
Tratto dal portale della SIAE:
Chi deve corrispondere il compenso per "copia privata"?
Il compenso deve essere corrisposto da chi fabbrica o importa nel
territorio dello Stato italiano, allo scopo di trarne profitto, gli
apparecchi di registrazione e i supporti vergini.
Il distributore ha pertanto l'onere di verificare che i fabbricanti e
gli importatori presso cui si approvvigiona, direttamente o
indirettamente, abbiano corrisposto il compenso sugli apparecchi di
registrazione e i supporti vergini forniti (la verifica può essere
fatta sulla fattura di acquisto, sulla quale l'importo del compenso
per "copia privata" dovrebbe essere esposto separatamente dall'importo
relativo alla merce, con causale "compenso ex d. lgs. n. 68/2003").
Per distributore si intende qualsiasi impresa commerciale, sia
all'ingrosso che al dettaglio, che, a qualsiasi titolo distribuisce in
territorio italiano, anche occasionalmente, apparecchi di
registrazione e supporti vergini assoggettati al compenso.
Quali sono i poteri di controllo della SIAE in materia di "copia
privata"?
La SIAE ha, in base alla legge, facoltà di controllo su tutte le
attività connesse con la fabbricazione, l'importazione e la
distribuzione in territorio italiano di apparecchi di registrazione e
di supporti vergini.
A tal fine, gli ispettori della SIAE possono accedere ai locali di
fabbricanti, importatori, distributori e duplicatori e possono
richiedere l'esibizione della documentazione relativa all'attività
svolta.
La denucia
Aziende Italiane che vendono in Italia
Le aziende distributrici in Italia acquistano CD/DVD pagando il
contributo previsto rivendendoli sul mercato Italiano con un prezzo
finito che comprende anche il contributo corrisposto all'origine,
nella fattura di vendita all'utilizzatore finale è indicato
separatamente la voce contributo siae e il relativo valore.
Aziende Estere che vendono in Italia
Le aziende Estere (compreso San Marino) comprano i CD/DVD al netto
dell'onere "Siae" rivendendoli sul mercato Italiano senza l'aggravio
del balzello.
In sintesi, la follia prodotta dall'ignoranza o dalla cattiva fede
degli addetti ai lavori si riflette in modo nefasto sul mercato e
fortemente penalizzante per le aziende Italiane (importatori,
produttori, distributori e consumatori) tutte trasversalmente colpite
da questa strana regolamentazione. Sembra studiata apposta per offrire
i maggiori vantaggi prorpio ai grandi duplicatori ed alla gente di
malaffare.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dal fattore San Marino: visti
i vantaggi della posizione geografica, in questa babele ,sono
particolarmete agevolate le Aziende con sede in San Marino e con
sbocco commerciale sul territorrio Italiano. Ad aggravarne l'effetto
sono quelle organizzazioni dotate di grandi strutture commerciali
stabilmente e fisicamente presenti sul mercato Italiano. La facilità
da parte di queste aziende di raggiungere velocemente, massicciamente
e capilarmente il nostro mercato produce un continuo stato di
"concorrenza sleale" resa paradossalmente legale dalle stronzate
prodotte dai nostri governati.
Ovviamente queste aziende non indicano in fattura e con voce separata
il contributo versato...!!
il motto di queste aziende è: Prendiamo il meglio dall'Italia e lo
coniughiamo con il meglio che San Marino ci offre... ergo ottengo il
massimo senza pagare il corrispettivo.
Segnalo:
Il bilancio tracciato in prima battuta da ASMI ha evidenziato un
crollo, anche dell'ordine del 40%, del mercato legale dei supporti di
registrazione a partire dal momento di introduzione della legge, con
conseguenti distorsioni nel mercato e gravi ripercussioni per le
aziende produttrici oltre che per il consumatore finale costretto a
sua insaputa a devolvere a SIAE un equo compenso che prescinde dallo
scopo dell'utilizzo del supporto di registrazione .
Azione legale di ASMI contro SIAE:
Cosa sostengono i ricorrenti?
Che l'articolo 30 della Comunitaria 2001 costituisca una delega in
bianco per il Governo, non indicando i principi e i criteri direttivi
necessari per la corretta applicazione della direttiva europea:
dunque, affermano, violazione dell'articolo 76 Costituzione. Se la
questione approdasse alla Consulta e l'illegittimità fosse dichiarata,
automaticamente illegittime risulterebbero le altre disposizioni
emanate dal legislatore delegato. Ma nel DLgs 68/2003 i ricorrenti
trovano anche un contrasto con il principio di uguaglianza
(l'imposizione può ledere la concorrenza favorendo chi dall'estero
vende a utenti finali) e con il principio di ragionevolezza (per il
diverso onere in carico a chi produce supporti e chi produce
apparecchi atti a registrare; già , anche questi sono gabellati,
scusate la dimenticanza). Ma la Consulta ' cui il giudice milanese
potrebbe trasferire gli atti ' non è l'unica mèta dei ricorrenti. C'è
anche la Corte di Giustizia europea: ai giudici di Lussemburgo,
infatti, da Milano potrebbe esser posta una questione interpretativa
sulla correttezza della trasposizione della direttiva di
armonizzazione del diritto d'autore nell'ordinamento italiano. Tempi
non brevi, in ogni caso, neppure quelli italiani, ma la questione
merita grande attenzione. Anche perchè i 'contribuenti' forzati
chiedono la restituzione dell''indebito', nella convinta
determinazione che la norma sia ' in Italia e in Europa ' illegittima.
E si tratta di centinaia di milioni di euro. <<Noi crediamo fermamente
nell'assoluta correttezza delle tesi che sosteniamo ' afferma
serenamente l'avvocato Claudio Volpi, legale dell'Asmi ' e confidiamo
che il giudice ravvisi i contrasti da noi evidenziati e disponga il
trasferimento degli atti alla Corte Costituzionale>>. ( m.c.).
Per chiosare vi pongo un quesito al quale non ho saputo rispondere: lo
Stato che ci vessa con continue e "bellissime tasse" ci prende per il
culo? quali interessi difende? è forse più utile versare i tributi al
Gran Generale? mi sembra che difende meglio il suo popolo...
Post by ArchimedePost by a***@gmail.comil contributo che incide sui supporti non è il classico bollino per il
diritto d'autore. per chi fa uso di CD e DVD vergini per copia privata
e quindi gli uffici che archiviano dati o i privati che masterizzano
le foto della comunione, possono, dopo un giro tortuosissimo e solo
per certi importi chiederne il rimborso.
Spiacente, ma sei tu a ingenerare confusione e dare notizie false.
Per dirne una il privato NON PUO' richiedere IN NESSUN CASO il rimborso, che
può venir richiesto solo dalla pulbblica amministrazione o dalle aziende
(riferimento:http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.1100.0104&link_...)
Post by a***@gmail.comMa come puoi immaginare, per
i piccoli e medi utenti diventa un lavoro improbo e quindi
preferiscono acquistare da aziende come quella indicata, come anche i
grandi pirati che per ovvi motivi comprano da queste organizzazioni.
I "piccoli e medi utenti" non potrebbero neppure volendo.
E le aziende NON POSSONO acquistare dall'estero "risparmiando" latassaSIAE
(a cui sarebbero comunque obbligate al pagamento, in quanto "importatori"),
se non esponendosi alle relative, pesantissime sanzioni.
Ti consiglio di documentarti meglio, perchè ne sai poco e male.
Oppure confermi la mia idea: sei solo una spammer...
Saluti Archi