(troppo vecchio per rispondere)
Divisione di comproprietà: tasse e notaio
Albe V°
2009-09-24 13:37:56 UTC
Io e mio fratello siamo comproprietari di un immobile costituito da due
unità abitative (con distinte voci in catasto).
Ognuno è proprietario del 50% di ciascuna particella.
Adesso, vorremmo dividerci le proprietà, nel senso che io prendo il
100% dell'unità dove vivo e lui prende il 100% dell'unità dove vive
lui.
Abbiamo stimato che i valori si equivalgano, quindi non ci sono
conguagli fra le parti.
Il valore catastale complessivo dell'immobile è di circa 360.000Euro
(così dice la ragazza del notaio), ed è su questa cifra che si
computano le spese da sostenere.

Dobbiamo quindi fare la divisione della comprprietà senza conguaglio.

Un notaio mi ha parlato di 1.500Euro di visure, atto, bolli, più un
altro migliaio di imposte.
Un altro notaio mi parla di 3.000 Euro per l'atto più circa 4.000 di
imposte.

Per imposte parlo anche di spese di catasto.


Vista la discrepanza, non credo si possa parlare di una semplice logica
commerciale diversa fra i due studi notarili, mi viene il dubbio che
uno dei due abbia completamente frainteso qualcosa.


Qualcuno ha idea di quali possano essere le cifre in ballo?

Ciao

Alberto
--
Konrad Adenauer: All'intelligenza Dio ha posto limiti, alla stupidità
no.
Tango-
2009-09-27 15:08:17 UTC
Post by Albe V°
Io e mio fratello siamo comproprietari di un immobile costituito da due
unità abitative (con distinte voci in catasto).
Ognuno è proprietario del 50% di ciascuna particella.
Adesso, vorremmo dividerci le proprietà, nel senso che io prendo il
100% dell'unità dove vivo e lui prende il 100% dell'unità dove vive
lui.
Abbiamo stimato che i valori si equivalgano, quindi non ci sono
conguagli fra le parti.
Il valore catastale complessivo dell'immobile è di circa 360.000Euro
(così dice la ragazza del notaio), ed è su questa cifra che si
computano le spese da sostenere.
Dobbiamo quindi fare la divisione della comprprietà senza conguaglio.
Un notaio mi ha parlato di 1.500Euro di visure, atto, bolli, più un
altro migliaio di imposte.
Un altro notaio mi parla di 3.000 Euro per l'atto più circa 4.000 di
imposte.
Per imposte parlo anche di spese di catasto.
Vista la discrepanza, non credo si possa parlare di una semplice logica
commerciale diversa fra i due studi notarili, mi viene il dubbio che
uno dei due abbia completamente frainteso qualcosa.
Qualcuno ha idea di quali possano essere le cifre in ballo?
direi che nella divisione di immobili senza conguaglio si applica l'1% sul
valore catastale più qualche altra spese e bolli fisse . Ne deriva un
costo di poco inferiore a 4.000 euro, quindi ha ragione il secondo notaio.
Tuttavia l'onorario di 3.000 euro mi sembra alto; nessuno comunque ti
impedisce di negoziarlo o di chiedere preventivi a altri notari
--
Tango

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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Albe V°
2009-09-30 07:51:12 UTC
Post by Tango-
Post by Albe V°
Io e mio fratello siamo comproprietari di un immobile costituito da due
unità abitative (con distinte voci in catasto).
Ognuno è proprietario del 50% di ciascuna particella.
Adesso, vorremmo dividerci le proprietà, nel senso che io prendo il
100% dell'unità dove vivo e lui prende il 100% dell'unità dove vive
lui.
Abbiamo stimato che i valori si equivalgano, quindi non ci sono
conguagli fra le parti.
Il valore catastale complessivo dell'immobile è di circa 360.000Euro
(così dice la ragazza del notaio), ed è su questa cifra che si
computano le spese da sostenere.
Dobbiamo quindi fare la divisione della comprprietà senza conguaglio.
Un notaio mi ha parlato di 1.500Euro di visure, atto, bolli, più un
altro migliaio di imposte.
Un altro notaio mi parla di 3.000 Euro per l'atto più circa 4.000 di
imposte.
Per imposte parlo anche di spese di catasto.
Vista la discrepanza, non credo si possa parlare di una semplice logica
commerciale diversa fra i due studi notarili, mi viene il dubbio che
uno dei due abbia completamente frainteso qualcosa.
Qualcuno ha idea di quali possano essere le cifre in ballo?
direi che nella divisione di immobili senza conguaglio si applica l'1% sul
valore catastale più qualche altra spese e bolli fisse . Ne deriva un
costo di poco inferiore a 4.000 euro, quindi ha ragione il secondo notaio.
Tuttavia l'onorario di 3.000 euro mi sembra alto; nessuno comunque ti
impedisce di negoziarlo o di chiedere preventivi a altri notari
Ok, in effetti anche altri preventivi sono centrati sui 3600 di imposte
più onorario (questo con ampie variabilità).

Mi sorge un dubbio sul valore catastale.
Avendo terminato i lavori di ristrutturazione, il tecnico che segue la
pratica mi ha consigliato di fare l'adeguamento del valore catastale.
Questo ha portato il valore a passare dai 100.000 di prima ai 360.000
di adesso.
Non sapendo che questo avrebbe comportato un costo sulla successiva
pratica di divisione, non ho posto obiezioni.

Però mi chiedo: chi non ha fatto l'adeguamento, paga comunque il 1% del
valore catastale?

Perchè, se così fosse, saremmo nell'assurdo che essere virtuosi e
procedere spontaneamente all'aggiornamento dei dati comporta un ingente
danno economico. Se così fosse, quindi, avrei fatto meglio a non fare
l'aggiornamento (il tecnico mi diceva che era facoltativo), sbattermene
sonoramente i coglioni, e fare la divisione con l'importo vecchio...

Alberto
--
Georges Pompidou: Un uomo di stato è un politico che dona se stesso al
servizio della nazione. Un politico è un uomo di stato che pone la
nazione al suo servizio.
Tango-
2009-09-30 08:35:40 UTC
Post by Albe V°
Perchè, se così fosse, saremmo nell'assurdo che essere virtuosi e
procedere spontaneamente all'aggiornamento dei dati comporta un ingente
danno economico. Se così fosse, quindi, avrei fatto meglio a non fare
l'aggiornamento (il tecnico mi diceva che era facoltativo), sbattermene
sonoramente i coglioni, e fare la divisione con l'importo vecchio...
A occhio e croce e senza fare nessun approfondimento, non direi che
l'adeguamento del valore catastale a seguito di ristruttruzione sia una
facoltà. Direi piuttosto che è un obbligo dal momento che la rendita
catastale deriva da una formula aritmetica che è funzione una tariffa (a
livello comunale), di di una classe (che definisce il pregio e lo stato
d'uso) e di una consistenza (che definisce le dimensioni in vani o in mq
se si parla di un immobile strumentale).
Quindi l'unico modo per limitare il costo in termini di imposta di
registro era quello di stipulare la divisione prima della
ristrutturazione, con la vecchia rendita.
--
Tango

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