Discussion:
credito IVA fallimento
(troppo vecchio per rispondere)
Ruggero Ruggieri
2003-11-04 10:49:03 UTC
Nel caso di procedura fallimentare che presenta un credito IVA maturato nel
corso della stessa, peraltro di importo tutto sommato basso di circa 1300
euro, come mi comporto per procedere alla chiusura del fallimento?
Io lo vorrei chiudere nel più breve tempo possibile, chiedo al GD la
rinuncia del credito?
Un grazie a chiunque vorrà rispondere
. [t] com[m]
2003-11-04 11:27:31 UTC
Post by Ruggero Ruggieri
Nel caso di procedura fallimentare che presenta un credito IVA maturato nel
corso della stessa, peraltro di importo tutto sommato basso di circa 1300
euro, come mi comporto per procedere alla chiusura del fallimento?
Io lo vorrei chiudere nel più breve tempo possibile, chiedo al GD la
rinuncia del credito?
Un grazie a chiunque vorrà rispondere
parrebbe che la rinuncia al credito tout court da parte del curatore sia
atto illegittimo perchè la società potrebbe chiederne il rimborso dopo
la chiusura del fallimento
indi chiediamo con apposita istanza con parere del cdc di essere
autorizzati a non richiedere il rimborso, lasciando evidenziato il
cerdito nella dichiarazione iva "finale"
--
dottcomm in Milano
egosumquisum<AT>despammed.com
hotmail: deduzioneillimitata<AT>hotmail.com

God saves, but Buddha makes incremental backups
Paolo Martini
2003-11-04 14:18:22 UTC
Mi accodo per un problema simile: una società fallita vanta un ingente
credito iva. C'è un processo verbale di constatazione (a cui non ha fatto
seguito alcun avviso di accertamento, almeno fino ad ora) che ha evidenziato
diverse violazioni commesse dalla società, al punto tale da richiedere
espressamente all'ufficio di procedere con accertamento induttivo. Il
concessionario della riscossione si è insinuato nel fallimento per un
importo rilevante che dovrebbe derivare dal mancato pagamento di contributi
e ritenute relative a lavoratori dipendenti.

Alla luce di quanto sopra, mi chedo se sia legittimo compensare l'iva a
credito con il debito emergente dalle vendite effettuate. Io propenderei per
il si poichè il credito iva non è stato rettificato, con un provvedimento
definitivo, da parte dell'agenzia delle entrate.

Cosa ne pensate???
Post by . [t] com[m]
indi chiediamo con apposita istanza con parere del cdc di essere
autorizzati a non richiedere il rimborso, lasciando evidenziato il
cerdito nella dichiarazione iva "finale"
EPSON
2003-11-04 17:08:03 UTC
Post by Paolo Martini
Alla luce di quanto sopra, mi chedo se sia legittimo compensare l'iva a
credito con il debito emergente dalle vendite effettuate. Io propenderei per
il si poichè il credito iva non è stato rettificato, con un provvedimento
definitivo, da parte dell'agenzia delle entrate.
Cosa ne pensate???
condivido.
Il credito IVA pre fallimentare puoi compensarlo e quando sarà accertato
produrrà un debito concorsuale da iscrivere al passivo, senza alcun riflesso
sulle dichiarazioni successive del curatore.
Emesso il ruolo che origina il credito tributario pr il periodo o i periodi
d'imposta precedenti alla sentenza dichiarativa, vale il principio dello
scosso per non riscosso e le dichiarazioni successive vanno fatte salve.
. [t] com[m]
2003-11-04 17:11:46 UTC
Post by Paolo Martini
Mi accodo per un problema simile: una società fallita vanta un ingente
credito iva. C'è un processo verbale di constatazione (a cui non ha fatto
seguito alcun avviso di accertamento, almeno fino ad ora) che ha evidenziato
diverse violazioni commesse dalla società, al punto tale da richiedere
espressamente all'ufficio di procedere con accertamento induttivo. Il
[snip]

se non ho capito male il credito è relativo al periodo ante fallimento
(altrimenti non ci sarebbe motivo di preoccupazione)
vado molto piatto, anche perchè oggi sono fuso più del solito, in casi
del genere (tre) è stato applicato il metodo empirico del "paramoci lo
culo"
il curatore (non io) ha così ragionato:
io ho un credito del quale ignoro la formazione su cui però posso avere
seri dubbi visto il pvc
ho un debito certo e ho i soldi per pagare
ho un'amisnitrazione finanziaria che non so mai cosa si possa inventare
contro il povero curatore che ha utilizzato il credito iva
legittimamente (visto che nessun accertamento è stato emesso)
indi: paramoci lo culo, paghiamo l'iva teniamo lì il credito e al limite
lo utilizzeremo in seguito o ne chiederemo il rimborso

lascio a voi le elucubrazioni su cosa succede nel caso compensi e mi
arrivi l'accertamento (contenzioso a parte)
--
dottcomm in Milano
egosumquisum<AT>despammed.com
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Conte Oliver
2003-11-04 18:06:15 UTC
Il Tue, 4 Nov 2003 15:18:22 +0100, "Paolo Martini"
Post by Paolo Martini
Alla luce di quanto sopra, mi chedo se sia legittimo compensare l'iva a
credito con il debito emergente dalle vendite effettuate. Io propenderei per
il si poichè il credito iva non è stato rettificato, con un provvedimento
definitivo, da parte dell'agenzia delle entrate.
Cosa ne pensate???
Perfettamente d'accordo.

Ciao
Conte Oliver (che non risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
. [t] com[m]
2003-11-05 08:32:46 UTC
Post by Conte Oliver
Post by Paolo Martini
Cosa ne pensate???
Perfettamente d'accordo.
anch'io (non l'avevo scritto nell'esempio empirico)
ma mi pongo il quesito che si era posto il curatore di cui all'altro
post:
io compenso (legittimamente, visto che il credito non è, sinora,
contestato), poi mi arriva l'accertamento che mi azzera il credito in
toto
a questo punto l'AF deve insinuarsi per l'Iva che ho utilizzato
indebitamente (ora) in compensazione
ho due dubbi:
- il credito dell'erario è in "prededuzione"? (se invece di compensare
avessi versato ...)
- nel caso non avessi danè neanche per pagare l'eventuale prededuzione,
l'AF potrebbe rivalersi sul curatore per una qualche sorta di
"disattenzione"? o perchè il debito della procedura, non pagato in
seguito al disconoscimento del credito compensato è in qualche modo
"responsabilità del curatore?
--
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hotmail: deduzioneillimitata<AT>hotmail.com

God saves, but Buddha makes incremental backups
EPSON
2003-11-05 09:01:37 UTC
Post by . [t] com[m]
a questo punto l'AF deve insinuarsi per l'Iva che ho utilizzato
indebitamente (ora) in compensazione
- il credito dell'erario è in "prededuzione"? (se invece di compensare
avessi versato ...)
a mio parere il dubbio non esiste.
Il credito esiste al momento della compensazione ed è stato validamente
utilizzato in assenza di accertamento che lo disconosca.
In caso di accertamento il credito accertato è quello del periodo pre
fallimentare.
L'iscrizione a ruolo dell'imposta (e degli accessori, ovviamente) del
periodo precedente è un credito concorsuale perché riferibile ad epoca
anteriore alla sentenza.
L'iscrizione a ruolo del credito anteriore e la conseguente ammissione al
passivo del fallimento comporta la fictio juris del pagamento.
Pertanto le dichiarazioni successive non possono essere travolte o
influenzate dalla sorte del credito precedente.
EPSON
2003-11-04 17:03:46 UTC
"Ruggero Ruggieri" <> ha scritto nel messaggio
Post by Ruggero Ruggieri
Nel caso di procedura fallimentare che presenta un credito IVA maturato nel
corso della stessa, peraltro di importo tutto sommato basso di circa 1300
euro, come mi comporto per procedere alla chiusura del fallimento?
Io lo vorrei chiudere nel più breve tempo possibile, chiedo al GD la
rinuncia del credito?
Un grazie a chiunque vorrà rispondere
Absit iniuria verbis: è un classico scrupolo da commercialisti-fiscalisti
che un commercialista-fallimentarista non si farebbe mai.

1° Regola: Credito di importo irrilevante rispetto allo stato passivo.
Altrimenti detta del "Si fa ma non si dice".
Spiegazione: se aspetti il rimborso del credito stai fresco, non chiuderesti
mai il fallimento.
Presenti la dichiarazione a credito con riporto e poi chi vivrà vedrà.
I creditori sono più contenti, il curatore incassa il saldo, il Tribunale
valuta il curatore come uno bravo e svelto al quale affidare altri
incarichi.
Se la società tornerà in bonis saranno problemi suoi recuperare il credito.

2° Regola: credito molto elevato. Altrimenti detta "Ci provo e se non va,
amen".
Spiegazione: si presenta la cessazione attività prima della chiusura del
fallimento e si porta il VR al Concessionario. Se incassi bene, se non
incassi non è colpa del curatore.

3° Regola: abbandono del credito IVA. Altrimenti detta "Si rifà, ma non
ridice. Mai fare l'istanza per l'autorizzazione all'abbandono del credito".
Spiegazione: se per qualsiasi ragione si ritiene di lasciar perdere, mai
fare l'istanza. Quale giudice vi autorizzerebbe? Vi caccereste solo in un
mare di problemi successivi e non chiuderete mai più il fallimento. Il
credito IVA non incassato semplicemente non entra nel rendiconto e passa
sottotraccia senza che nessuno dirà mai nulla. Ovviamente la cosa va fatta
solo se il fallito o se gli organi della società hanno abbandonato qualsiasi
controllo dello svolgimento della procedura fallimentare. L atecnica può
anche consistere nel presentare la dichiarazione col credito a rimborso,
senza compilare il VR o compilandolo senza barrare nessuna delle crocette. I
motivi del diniego del rimborso sarebbero così intrisi di tecnicismo e la
sostanziale inesistenza di controllo sull'operato del curatore
difficilmente faranno emergere una sua responsabilità (anche se, ovviamente,
non è escluso che possa emergere).

4° Regola: L'istanza di rimborso si fa per bene ed il fallimento si porta
comunque a chiusura. Altrimenti detta "Il ritorno del curatore rende di
più".
Spiegazione: tra qualche anno, se e quando il rimborso sarà accordato, sarà
sempre possibile far riaprire il fallimento.
In tal caso la procedura sarà molto più snella: non serve riavvisare i
creditori, perché lo stato passivo resta quello precedente, salvo che non
siano emersi altri creditori successivamente che andranno singolarmente
avvisati della data dell'udienza di verifica". L'attivo è realizzato già
prima della dichiarazione di fallimento.
la parcella si liquida partendo da zero, sfruttando così le aliquote più
elevate sugli scaglioni di attivo più bassi. In questo caso il rimborso
dell'IVA a fallimento chiuso e riaperto, in termini di onorari, può rendere
fino a 12 volte di più di quanto avrebbe reso col vecchio fallimento.

Conclusione: si tratta di comportamenti assolutamente non ortodossi, ma con
un'evidente finalità pratica condivisa da tutte le parti in gioco.
Da usare cum grano salis e prudenza, avendo valutato la situazione caso per
caso.
Queste soluzioni non stanno scritte in nessun libro: consideratele come vi
pare, ma credo che abbiano indubbiamente un grande valore pratico.
Studio Zappalà
2003-11-04 17:23:12 UTC
EPSON wrote:

CUT

stampato!!! :-)
EPSON
2003-11-04 18:45:42 UTC
Post by Studio Zappalà
CUT
stampato!!! :-)
mmahh.
Aspetta almeno a vedere cosa ne pensano il Conte Oliver, Enotrio Pallanzo e
Franco Confalonieri, che speriamo vogliano intervenire.
Conte Oliver
2003-11-05 16:21:50 UTC
Post by EPSON
Aspetta almeno a vedere cosa ne pensano il Conte Oliver, Enotrio Pallanzo e
Franco Confalonieri, che speriamo vogliano intervenire.
La prima regola del Si Fa Ma Non Si Dice, la applico con successo dal
1992.....
Fortunatamente non ho ancora avuto il caso di crediti ingenti, ma
residuavano sempre pochi spiccioli.
Lo scorso anno per un fallimento in fase di chiusura ho chiesto il
rimborso senza fidejussione del minore importo del triennio;
regolarmente riscosso.
Ora ho chiuso il fallimento che è rimasto con un credito IVA di un
migliaio di euri.
Chi vivrà vedrà....

Ciao
Conte Oliver (che non risponde in privato)
-Togli le scarpe per scrivermi una e-mail-
Jan Kees
2003-11-05 11:36:47 UTC
Post by EPSON
2° Regola: credito molto elevato. Altrimenti detta "Ci provo e se non
va, amen". Spiegazione: si presenta la cessazione attività prima della
chiusura del fallimento e si porta il VR al Concessionario. Se incassi
bene, se non incassi non è colpa del curatore.

seguendo questa procedura , ex ufficio IVA mi chiama qualche giorno fa
per comunicare che sono finalmente arrivati i fondi per procedere al
rimborso dei 18.000 euri (praticamente i 4/5 dell'attivo) della sas
fallita ... solo che la richiesta risale al 1993-94 e 97.
almeno così qualche creditore privilegiato qualcosa riprende.
Henry
2003-11-06 14:34:46 UTC
Se riesci trova una società che ti acquisti il credito anche per poco
Enrico
Post by Ruggero Ruggieri
Nel caso di procedura fallimentare che presenta un credito IVA maturato nel
corso della stessa, peraltro di importo tutto sommato basso di circa 1300
euro, come mi comporto per procedere alla chiusura del fallimento?
Io lo vorrei chiudere nel più breve tempo possibile, chiedo al GD la
rinuncia del credito?
Un grazie a chiunque vorrà rispondere