(troppo vecchio per rispondere)
notifica accertamento
a***@gmail.com
2008-01-18 13:55:14 UTC
Mi è stato notificato un accertamento dal quale si contesta la
regolarità di una fattura per l'anno 2000 dichiarazione 2001.

Credo che la notifica sia tardiva in quanto notificata a me il
12/01/2007, ossia dopo i dieci giorni dal deposito che è avvenuto il
02/01/2007.

L'ADE ha consegnato l'atto alle poste il 21/12/2007, ma per le
festività e i pochi giorni lavorativi la consegna è stata tardiva.

Ce la faccio?

Potrei esercitare l'autotutela?

Grazie per l'aiuto
ponziopilato
2008-01-18 16:14:00 UTC
<***@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:08d96cf6-d8a0-4979-bc4a-***@u10g2000prn.googlegroups.com...
Mi è stato notificato un accertamento dal quale si contesta la
regolarità di una fattura per l'anno 2000 dichiarazione 2001.

Credo che la notifica sia tardiva in quanto notificata a me il
12/01/2007, ossia dopo i dieci giorni dal deposito che è avvenuto il
02/01/2007.

L'ADE ha consegnato l'atto alle poste il 21/12/2007, ma per le
festività e i pochi giorni lavorativi la consegna è stata tardiva.

Ce la faccio?

Potrei esercitare l'autotutela?

Grazie per l'aiuto

al di la dei termini accertativi scaduti o meno, occhio che per il
notificante si guarda la data di consegna alle poste, per il notificto
invece i 60 gg per ricorrere vanno dalla data di notifica..
piu che altro dovresti vedere se sono ancora nei termini per accertare,
condono + 2 anni (validità di tale proroga) ecc ecc ecc

ciao
a***@gmail.com
2008-01-18 19:28:29 UTC
Post by a***@gmail.com
Mi è stato notificato un accertamento dal quale si contesta la
regolarità di una fattura per l'anno 2000 dichiarazione 2001.
Credo che la notifica sia tardiva in quanto notificata a me il
12/01/2007, ossia dopo i dieci giorni dal deposito che è avvenuto il
02/01/2007.
L'ADE ha consegnato l'atto alle poste il 21/12/2007, ma per le
festività e i pochi giorni lavorativi la consegna è stata tardiva.
Ce la faccio?
Potrei esercitare l'autotutela?
Grazie per l'aiuto
al di la dei termini accertativi scaduti o meno, occhio che per il
notificante si guarda la data di consegna alle poste, per il notificto
invece i 60 gg per ricorrere vanno dalla data di notifica..
piu che altro dovresti vedere se sono ancora nei termini per accertare,
condono + 2 anni (validità di tale proroga) ecc ecc ecc
ciao
anno 2000
dichiarazione 2001
prescrizione= 5+2 (perchè non ho aderito al condono) 31/12/2007

l'ADE ha consegnato il 21/12/2007
la raccomandata è stata spedita il 28/12/2007

notificata a me il 12/01/2008
ponziopilato
2008-01-19 09:14:00 UTC
Post by a***@gmail.com
Post by a***@gmail.com
Mi è stato notificato un accertamento dal quale si contesta la
regolarità di una fattura per l'anno 2000 dichiarazione 2001.
Credo che la notifica sia tardiva in quanto notificata a me il
12/01/2007, ossia dopo i dieci giorni dal deposito che è avvenuto il
02/01/2007.
L'ADE ha consegnato l'atto alle poste il 21/12/2007, ma per le
festività e i pochi giorni lavorativi la consegna è stata tardiva.
Ce la faccio?
Potrei esercitare l'autotutela?
Grazie per l'aiuto
al di la dei termini accertativi scaduti o meno, occhio che per il
notificante si guarda la data di consegna alle poste, per il
notificto
invece i 60 gg per ricorrere vanno dalla data di notifica..
piu che altro dovresti vedere se sono ancora nei termini per
accertare,
condono + 2 anni (validità di tale proroga) ecc ecc ecc
ciao
anno 2000
dichiarazione 2001
prescrizione= 5+2 (perchè non ho aderito al condono) 31/12/2007
l'ADE ha consegnato il 21/12/2007
la raccomandata è stata spedita il 28/12/2007
notificata a me il 12/01/2008
Sarebbe nei termini
in un eventuale ricorso fai leva anche sulla invalidità della proroga ai
sensi statuto contribuente, sfoglia i post vecchi, se ne è parlato
S***@SPAMiol.it
2008-01-19 11:32:28 UTC
Post by ponziopilato
Post by a***@gmail.com
anno 2000
dichiarazione 2001
prescrizione= 5+2 (perchè non ho aderito al condono) 31/12/2007
l'ADE ha consegnato il 21/12/2007
la raccomandata è stata spedita il 28/12/2007
notificata a me il 12/01/2008
Sarebbe nei termini
Non è così.

La notifica è tardiva perchè la produzione degli effetti della
notificazione sono condizionati dal perfezionamento del procedimento
notificatorio anche per il destinatario (Corte Cost. 23/1/04 n. 28).
Sarebbe tardiva anche se fosse avvenuta il 2 gennaio.

Ciao

--
Soldato Blu

(Rimuovi l'ANTISPAM per rispondermi)
ponziopilato
2008-01-19 11:34:25 UTC
Post by S***@SPAMiol.it
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anno 2000
dichiarazione 2001
prescrizione= 5+2 (perchè non ho aderito al condono) 31/12/2007
l'ADE ha consegnato il 21/12/2007
la raccomandata è stata spedita il 28/12/2007
notificata a me il 12/01/2008
Sarebbe nei termini
Non è così.
La notifica è tardiva perchè la produzione degli effetti della
notificazione sono condizionati dal perfezionamento del procedimento
notificatorio anche per il destinatario (Corte Cost. 23/1/04 n. 28).
Sarebbe tardiva anche se fosse avvenuta il 2 gennaio.
Ciao
ok, grazie, andrò a recuperarla
ponziopilato
2008-01-19 11:56:22 UTC
Post by S***@SPAMiol.it
Post by ponziopilato
Post by a***@gmail.com
anno 2000
dichiarazione 2001
prescrizione= 5+2 (perchè non ho aderito al condono) 31/12/2007
l'ADE ha consegnato il 21/12/2007
la raccomandata è stata spedita il 28/12/2007
notificata a me il 12/01/2008
Sarebbe nei termini
Non è così.
La notifica è tardiva perchè la produzione degli effetti della
notificazione sono condizionati dal perfezionamento del procedimento
notificatorio anche per il destinatario (Corte Cost. 23/1/04 n. 28).
Sarebbe tardiva anche se fosse avvenuta il 2 gennaio.
Ciao
Massima:
E' manifestatamente infondata, in relazione agli artt. 3 e 24 Cost.,
la
questione di legittimita' costituzionale del combinato disposto degli
artt.
139 e 148 cod. proc. civ. nella parte in cui prevede che "le notifiche
si
perfezionano, per il notificante, alla data di perfezionamento
delle
formalita' di notifica posta in essere dall'Ufficiale giudiziario e
da
questi attestate nella relazione di notificazione, anziche' alla
data,
antecedente, di consegna dell'atto all'Ufficiale giudiziario", dovendo
dette
norme essere interpretate nel senso che la notificazione si perfeziona
nei
confronti del notificante al momento della consegna dell'atto
all'Ufficiale
giudiziario.

(è una massima, non riesco a reperire il testo intero, indi mi baso solo su
questa)

Art. 149 - Notificazione a mezzo del servizio postale (Testo in vigore dal
1° marzo 2006 risultante dopo le modifiche apportate dall'art. 2, comma 1,
lettera e), legge

28 dicembre 2005, n. 263) Se non ne è fatto espresso divieto dalla legge, la
notificazione può eseguirsi anche a mezzo del servizio postale.

In tal caso l'ufficiale giudiziario scrive la relazione di notificazione
sull'originale e sulla copia dell'atto, facendovi

menzione dell'Ufficio postale per mezzo del quale spedisce la copia al
destinatario in piego raccomandato con

avviso di ricevimento. Quest'ultimo è allegato all'originale.

La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della
consegna del plico all'ufficiale giudiziario e,

per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la legale conoscenza
dell'atto.



indi se l'ade ha consegnato entro i termini, non è nei termini?

cosa mi sfugge?

(sicuramente qualcosa visto che in materia sei ferratissimo)

ciao buon lavoro
S***@SPAMiol.it
2008-01-21 08:29:12 UTC
Post by ponziopilato
indi se l'ade ha consegnato entro i termini, non è nei termini?
cosa mi sfugge?
La Corte Cost. afferma:
"4. - Per effetto delle ricordate sentenze - ed in particolare della
n. 477 del 2002 - risulta ormai presente nell'ordinamento processuale
civile, fra le norme generali sulle notificazioni degli atti, il
principio secondo il quale - relativamente alla funzione che sul piano
processuale, cioè come atto della sequenza del processo, la
notificazione è destinata a svolgere per il notificante - il momento
in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il medesimo
deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il
destinatario; pur restando fermo che la produzione degli effetti che
alla notificazione stessa sono ricollegati è condizionata al
perfezionamento del procedimento notificatorio anche per il
destinatario e che, ove a favore o a carico di costui la legge preveda
termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione
decorrenti, gli stessi debbano comunque calcolarsi o correlarsi al
momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti.".

Quindi, PER IL DESTINATARIO, la notifica, e la produzione di effetti,
si perfeziona alla ricezione (la Corte Cost. usa una terminologia
molto precisa: "termini", "a favore").

Ciao

--
Soldato Blu

(Rimuovi l'ANTISPAM per rispondermi)
ponziopilato
2008-01-21 08:32:58 UTC
Post by S***@SPAMiol.it
Post by ponziopilato
indi se l'ade ha consegnato entro i termini, non è nei termini?
cosa mi sfugge?
"4. - Per effetto delle ricordate sentenze - ed in particolare della
n. 477 del 2002 - risulta ormai presente nell'ordinamento processuale
civile, fra le norme generali sulle notificazioni degli atti, il
principio secondo il quale - relativamente alla funzione che sul piano
processuale, cioè come atto della sequenza del processo, la
notificazione è destinata a svolgere per il notificante - il momento
in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il medesimo
deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il
destinatario; pur restando fermo che la produzione degli effetti che
alla notificazione stessa sono ricollegati è condizionata al
perfezionamento del procedimento notificatorio anche per il
destinatario e che, ove a favore o a carico di costui la legge preveda
termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione
decorrenti, gli stessi debbano comunque calcolarsi o correlarsi al
momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti.".
Quindi, PER IL DESTINATARIO, la notifica, e la produzione di effetti,
si perfeziona alla ricezione (la Corte Cost. usa una terminologia
molto precisa: "termini", "a favore").
Ciao
ma è quello che è stato scritto all'inizio, i termini per ricorrere per il
destinatario iniziano da quando il plico gli viene consegnato, non riesco a
capire perchè dici che è in ritardo tale accertamento, in quanto l'ufficio
l'ha consegnato all'ufficiale giudiziario o posta entro il 31/12..
le due cose sono state sdoppiate proprio perchè non si incorresse in ritardi
causati da chi doveva notificare, ufficiale o posta che sia..
ponziopilato
2008-01-21 08:45:17 UTC
http://www.fiscooggi.it/reader/?MIval=cw_usr_view_articolo&articolo=12071&giornale=12138

dove:
Orbene, anche alla luce della citata sentenza n. 20262 del giudice di
legittimità e dei precisati interventi della Consulta, si può affermare che
le norme che riguardano le notifiche per posta degli atti del processo
tributario operano una differenziazione, facendo decorrere gli effetti delle
notifiche, per il notificante, al momento della spedizione e, per il
destinatario, dal momento della ricezione. La tempestività della
notificazione per il ricorrente è assolta con la consegna del plico al
servizio postale, mentre per la parte resistente i termini processuali
decorrono dall'effettiva ricezione dell'atto introduttivo; per la parte
resistente vale la data di ricezione dell'atto stesso ossia al successivo
momento della ricezione viene a scattare il dies a quo per il compimento di
attività processuali (ad esempio, la costituzione in giudizio). Si deve
ritenere che i sessanta giorni per la costituzione in giudizio da parte
dell'ufficio decorrano non dalla data di spedizione, ma da quella di
ricezione del ricorso, in quanto diversamente opinando si addiverrebbe a
un'insensata compressione dei termini di costituzione in giudizio.

http://www.judicium.it/news/ins_06_05_04/149f_problemi_notifica_judicium.html

1.4. (Segue): la condizione risolutiva del perfezionamento

Ovviamente, la circostanza che per il notificante la notifica ora si
perfezioni presentando l'atto da notificare all'ufficiale giudiziario non
significa che la notifica debba anche considerarsi definitivamente compiuta
in quel momento e che l'interessato possa prescindere dal successivo suo
esito.

Gli effetti del perfezionamento della notifica devono ritenersi infatti
condizionati al buon fine della stessa, ossia al suo valido compimento6.
Così, non gioverà al notificante aver tempestivamente consegnato l'atto all'ufficiale
giudiziario, qualora abbia chiesto di effettuare la notificazione presso un
indirizzo che non abbia riferimento con i luoghi dove il destinatario deve
essere cercato o presso un indirizzo che non sia stato rintracciato dall'agente
postale. Né potrà giovare la notifica fatta al soggetto sbagliato o a
persona non abilitata a ricevere il piego.

Inoltre, per dare la prova che la notifica è stata compiuta, si dovrà
seguitare a depositare in giudizio la cartolina di ricevimento, che, secondo
la giurisprudenza, costituisce il solo documento idoneo a provare
l'intervenuta consegna e quindi l'avvenuta notificazione postale7

questo però nei casi su esposti..

buon lavoro
S***@SPAMiol.it
2008-01-21 17:34:49 UTC
Post by ponziopilato
Post by S***@SPAMiol.it
termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione
decorrenti, gli stessi debbano comunque calcolarsi o correlarsi al
momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti.".
le due cose sono state sdoppiate proprio perchè non si incorresse in ritardi
causati da chi doveva notificare, ufficiale o posta che sia..
Hai ragione: mi era sfuggita la parola "decorrenti".

Ciao

--
Soldato Blu

(Rimuovi l'ANTISPAM per rispondermi)
ponziopilato
2008-01-21 17:40:40 UTC
Post by S***@SPAMiol.it
Post by ponziopilato
Post by S***@SPAMiol.it
termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione
decorrenti, gli stessi debbano comunque calcolarsi o correlarsi al
momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti.".
le due cose sono state sdoppiate proprio perchè non si incorresse
in ritardi causati da chi doveva notificare, ufficiale o posta che
sia..
Hai ragione: mi era sfuggita la parola "decorrenti".
Ciao
uau.. scusa ma non sai che soddisfazione mi reca questo :-))
ciao buon lavoro
casanmaner
2008-02-13 19:46:01 UTC
Perdonate se ritorno su questo argomento.
Ma siate sicuri che quanto affermato dalla corte costituzionale, in ambito
di termini processuali, sia applicabile tout-court alla notica di un avviso
di accetamento che ancora non è attività processuale?
Secondo questa tesi, per ipotesi, se l'agenzia consgnasse l'accertamento
alle poste l'ultimo giorno utile, e queste consegnassero il plico dopo, per
fare un esempio, ulteriori cinque anni, l'accertamento sarebbe stato
notificato nei termini al contribuente e ancora valido?
E la certezza del diritto e della posizione nei confronti del fisco, che è
una delle motivazioni per cui c'è un limite al termine di accertamento, dove
andrebbero a finire?
Avete commenti su questo punto rispetto agli avvisi di accertamento?
ciao
ponziopilato
2008-02-14 08:21:06 UTC
Post by casanmaner
Perdonate se ritorno su questo argomento.
Ma siate sicuri che quanto affermato dalla corte costituzionale, in
ambito di termini processuali, sia applicabile tout-court alla notica
di un avviso di accetamento che ancora non è attività processuale?
Secondo questa tesi, per ipotesi, se l'agenzia consgnasse
l'accertamento alle poste l'ultimo giorno utile, e queste
consegnassero il plico dopo, per fare un esempio, ulteriori cinque
anni, l'accertamento sarebbe stato notificato nei termini al
contribuente e ancora valido? E la certezza del diritto e della posizione
nei confronti del fisco,
che è una delle motivazioni per cui c'è un limite al termine di
accertamento, dove andrebbero a finire?
Avete commenti su questo punto rispetto agli avvisi di accertamento?
ciao
guarda, son sicuro di avere letto qualcosa in merito a quanto sollevi,
appena lo recupero lo posto..
ciao, buon lavoro
S***@SPAMiol.it
2008-02-14 09:22:11 UTC
Post by casanmaner
Perdonate se ritorno su questo argomento.
Ma siate sicuri che quanto affermato dalla corte costituzionale, in ambito
di termini processuali, sia applicabile tout-court alla notica di un avviso
di accetamento che ancora non è attività processuale?
Ti rispondo a memoria e con riserva di approfondimento.

Io sono d'accordo con te sul fatto che l'avviso di accertamento è un
atto che ha natura sostanziale e non processuale.
Però la Cassazione SS UU, nella famosa sentenza del 2004 che ha
legittimato - a certe condizioni - la sanatoria dei vizi di notifica
degli atti impugnati, ha affermato (più o meno) che alcuni istituti
del diritto processuale sono applicabili anche in campo tributario.
Post by casanmaner
Secondo questa tesi, per ipotesi, se l'agenzia consgnasse l'accertamento
alle poste l'ultimo giorno utile, e queste consegnassero il plico dopo, per
fare un esempio, ulteriori cinque anni, l'accertamento sarebbe stato
notificato nei termini al contribuente e ancora valido?
Lo so che è una situazione assurda: 5 giorni o 5 anni di ritardo non
fa differenza. Ma evidentemente anche i giudici di Cassazione talvolta
lasciano da parte il buon senso...

Ciao

--
Soldato Blu

(Rimuovi l'ANTISPAM per rispondermi)
ponziopilato
2008-02-14 09:26:52 UTC
Post by S***@SPAMiol.it
Post by casanmaner
Secondo questa tesi, per ipotesi, se l'agenzia consgnasse
l'accertamento alle poste l'ultimo giorno utile, e queste
consegnassero il plico dopo, per fare un esempio, ulteriori cinque
anni, l'accertamento sarebbe stato notificato nei termini al
contribuente e ancora valido?
Lo so che è una situazione assurda: 5 giorni o 5 anni di ritardo non
fa differenza. Ma evidentemente anche i giudici di Cassazione talvolta
lasciano da parte il buon senso...
scusa ma se mai consegnassero l'accertamento, le poste (l'ufficiale
giudiziario non credo, ma essendo un uomo può sempre dimenticarselo nel
cassetto per errore), dopo 5 anni, sarebbero loro responsabili in sede
civile di danni causati.. per il contribuente sarebbe ormai tutto scaduto a
favore suo..
sbaglio?
casanmaner
2008-02-14 13:08:30 UTC
Post by S***@SPAMiol.it
Ti rispondo a memoria e con riserva di approfondimento.
Io sono d'accordo con te sul fatto che l'avviso di accertamento è un
atto che ha natura sostanziale e non processuale.
Però la Cassazione SS UU, nella famosa sentenza del 2004 che ha
legittimato - a certe condizioni - la sanatoria dei vizi di notifica
degli atti impugnati, ha affermato (più o meno) che alcuni istituti
del diritto processuale sono applicabili anche in campo tributario.
Saranno applicabili in campo di contenzioso tributario. Comunque la
rileggerò meglio per vedere se fa affermazioni diverse.
Però arrivare a dire che di fronte al contribuente, e per gli effetti che
produce in capo allo stesso (leggasi decadenza dell'avviso), la notifica
dell'avviso di accertamento ha effetto dalla momento della consegna in mani
al notificante porta a conseguenze molto gravi proprio in tempa di capacità
di difesa del contribuente rispetto a quell'atto (che non è atto
processuale) dell'agenzia.
Immagina questa situazione. Pinco Pallino sa che se non gli viene notificato
un accertamento entro il 31/12 del quarto anno successivo a quello di
presentazione della dichiarazione di un dato anno fiscale può eliminare i
documenti fiscali i quali sarebbero a giustificazione dei redditi/oneri e
quant'altro relativo a quell'anno fiscale.
Superato il termine del 31/12, diciamo il 15/1 dell'anno successivo, il
contribuente, in buona fede in quanto fa affidamento su di un termine che è
previsto ai fini della determinazione dell'efficacia di un atto nei suoi
confronti, distrugge tutta la documentazione relativa all'anno per cui scade
il termine di rettifica.
Il 16/1 le poste o l'ufficiale giudiziario notificano l'avviso di
accertamento consegnatogli da parte dell'agenzia il 31/12.
Bene ora il contribuente non ha più i mezzi per potersi difendere
dall'accertamento e non li ha non perché non li avesse ma perché ha fatto
affidamento su di un termine che deve rappresentare il termine massimo
perché l'atto abbia efficacia nei suoi confronti. Può eccepire che la
notifica a lui (e quindi gli effetti che si producono in capo a lui) non è
avvenuta entro il 31/12.
Se valesse invece il diverso principio che l'atto è da considerarsi
efficacie in capo al contribuente per il sol fatto che lo stesso sia stato
consegnato al notificante entro il 31/12 fino a che tempo il contribuente
dovrebbe conservare la documentazione giustificatrice di una sua situazione
fiscale? Fino a che termine il contribuente dovrebbe attendersi un'attività
accertatrice nei suoi confronti?
Questo termine non sarebbe un termine fissato dalla legge, ma volatile e
dipendente dall'attività di soggetti sui quali il contribuente non ha alcun
potere di controllo.
E se è vero che il notificante non dovrebbe subire le conseguenze di atti
compiuti da soggetti di cui non è in potere di controllare, nemmeno il
contribuente deve subire gli effetti di attività svolte da soggetti di cui
non è in potere di controllare.
Se in tema di accertamento trasportiamo pari pari i concetti fissati in tema
di attività giudiziaria (sdoppiamento dei due momenti di efficacia)
arriveremmo alla situazione per cui il contribuente non è mai certo del
termine entro il quale dovrà difendersi da un eventuale accertamento.
Se la Corte Costituzionale dice che, ai fini degli effetti in capo al
notificato, occorre che si sia perfezionato il procedimento notificatorio,
nel caso di specie, considerato la natura sostanziale e non processuale
dell'avviso di accertamento, a me verrebbe da pensare che, perché si produca
l'effetto di efficacia sostanziale dell'atto nei confronti del contribuente,
il procedimento di notifica nei confronti del contribuente si debba
perfezionare entro il 31/12.
Diversamente avremmo che il contribuente rimarrebbe in balia di eventi da
lui non verificabili e potrebbero portare a situazioni di incapacità di
difesa rispetto alle pretese dell'amministrazione finanziaria.
Con ciò avendosi certamente una lesione del diritto alla difesa sancito
dalla Costituzione.
Per questo mi sembra molto strano che quei concetti, fissati a livello di
procedura civile e di attività processuale, siano trasportabili pari pari
alla notifica degli avvisi di accertamento.
Magari mi sbaglierò ma a me pare che un'applicazione di
quell'interpretazione nel campo degli avvisi di accertamento porti ad una
posizioni di assoluta incertezza per il contribuente e sappiamo che le
disposizioni fiscali fissano i termini proprio per dare certezza al
contribuente (e non tanto all'agenzia delle entrate; vedi ad es. la
questione delle cartelle esattoriali e delle notificazioni dei ruoli tramite
le stesse).
Però se avete del materiale mi farebbe piacere leggerlo.

Ciao
S***@SPAMiol.it
2008-02-14 14:27:33 UTC
Post by ponziopilato
scusa ma se mai consegnassero l'accertamento, le poste (l'ufficiale
giudiziario non credo, ma essendo un uomo può sempre dimenticarselo nel
cassetto per errore), dopo 5 anni, sarebbero loro responsabili in sede
civile di danni causati.. per il contribuente sarebbe ormai tutto scaduto a
favore suo..
sbaglio?
Non lo so, ma qui non stiamo parlando di risarcimento del danno, ma di
validità della notifica degli avvisi di accertamento.

Ciao

--
Soldato Blu

(Rimuovi l'ANTISPAM per rispondermi)
S***@SPAMiol.it
2008-02-14 14:27:34 UTC
Post by casanmaner
Però se avete del materiale mi farebbe piacere leggerlo.
Io sottoscrivo tutto quello che hai scritto, e ne sono sempre stato
convinto.

Probabilmente il termine "decorrenti" - che mi fa dubitare - si
riferisce ad atti processuali. Gli atti sostanziali invece hanno
natura recettizia quindi, per essere valida, la notifica dovrebbe
perfezionarsi nei termini anche per il notificato (e non avrei dubbi a
sostenerlo in contenzioso).

Sembrerebbe dapprima chiarirlo molto bene Mariagrazia Bruzzone
nell'articolo che copio/incollo qui sotto, salvo poi confondere le
idee con l'esempio dell'avviso di accertamento consegnato a persona
non abilitata a riceverlo (nel qual caso non c'è dubbio che la
notifica è nulla, ma lo sarebbe anche nel caso di notifica tramite
ufficiale giudiziario).



Corriere tributario

Giurisprudenza

n. 2 / 2003, pag. 154



Processo tributario


Il momento di perfezionamento delle notifiche a mezzo posta

di Bruzzone Mariagrazia


Il commento



Corte cost., Sent. 26 novembre 2002 (20 novembre 2002), n. 477



La Consulta è stata nuovamente investita della questione di
legittimità costituzionale della disciplina generale sul momento di
perfezionamento delle notificazioni e comunicazioni a mezzo del
servizio postale, costantemente individuato dalla giurisprudenza nella
data di consegna dell'atto al destinatario. Pronunciando sul combinato
disposto dell'art. 149 c.p.c. e dell'art. 4, comma 3, della legge n.
890/1982, secondo il quale "l'avviso di ricevimento costituisce prova
dell'avvenuta notificazione", la sentenza in commento ne dichiara
l'incostituzionalità, "nella parte in cui prevede che la notificazione
si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell'atto da
parte del destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna
dell'atto all'ufficiale giudiziario".



Riferimenti legislativi

La normativa tributaria non contiene una disciplina generale delle
comunicazioni e delle notificazioni a mezzo del servizio postale,
limitandosi al rinvio alle norme processualcivilistiche, fatte salve
espresse deroghe introdotte dalle disposizioni fiscali, processuali e
sostanziali.

Le notificazioni degli atti tributari sostanziali devono essere
effettuate in osservanza delle formalità prescritte dagli artt. 137
ss. c.p.c., come integrate dalle disposizioni speciali contenute
nell'art. 60 del D.P.R. n. 600/1973, il quale delinea la disciplina
dell'attività notificatoria in tema di imposte sui redditi, richiamata
dai testi normativi in materia di imposte indirette [1] ed estesa al
settore della riscossione [2]. Il richiamo al codice di rito è
contenuto, altresì, nell'art. 16 del D.Lgs. n. 546/1992, sulle
comunicazioni e notificazioni degli atti del processo tributario, e
segnatamente nel secondo comma, il quale stabilisce che "le
notificazioni sono fatte secondo le norme degli artt. 137 e seguenti
del c.p.c., salvo quanto disposto dall'art. 17", norma che disciplina
i luoghi di espletamento dell'attività informativa, individuandoli, in
via gradatamente subordinata, "nel domicilio eletto o, in mancanza,
nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all'atto della sua
costituzione in giudizio".

Dal quadro normativo sopra esposto, discende l'applicabilità dell'art.
149 c.p.c., rubricato "Notificazioni a mezzo del servizio postale",
integrato dalle disposizioni di cui alla legge 20 novembre 1982, n.
890, sulle "Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a
mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari" [3]. Con
riferimento alla materia tributaria, l'art. 14 della citata legge n.
890/1982 disciplina "la notificazione degli avvisi e degli altri atti
che per legge devono essere notificati al contribuente". L'espressa
limitazione ai soli atti da notificarsi "al contribuente", ed il
mantenuto silenzio sulle norme speciali processualtributarie, inducono
a ritenere che la disposizione in esame si riferisca propriamente alle
notifiche di atti tributari sostanziali e della riscossione. Tuttavia,
l'estensione della disciplina alle notificazioni di atti processuali
tributari appare consentita, nei limiti in cui possano ritenersi
applicabili le norme sulle notificazioni degli atti del processo
civile [4].



Momento di perfezionamento

In applicazione della disciplina generale, la giurisprudenza
costantemente escludeva che il perfezionamento della notificazione a
mezzo del servizio postale potesse ravvisarsi nella mera spedizione
dell'atto: il momento perfezionativo si individuava nella consegna del
plico, muovendo dal disposto dell'art. 4, comma 3, della legge n.
890/1982, secondo il quale "l'avviso di ricevimento costituisce prova
dell'avvenuta notificazione" [5]. Veniva fatta eccezione per l'ipotesi
disciplinata dall'art. 8 della legge n. 890/1982 [6]: e infatti, con
specifico riguardo al rifiuto da parte del soggetto legittimato alla
consegna, ovvero all'irreperibilità del destinatario,
l'interpretazione giurisprudenziale costante [7] differenziava la
conclusione della fattispecie notificatoria, distinguendo in
considerazione del soggetto e prospettando la possibilità, evidenziata
nella sentenza in commento, di una "scissione soggettiva del momento
perfezionativo del procedimento notificatorio". In particolare, per il
notificante, assumeva rilevanza il momento in cui il piego era
depositato all'ufficio postale; per il destinatario, occorreva
viceversa tener conto del momento in cui il medesimo piego era dallo
stesso ritirato ovvero del decorso della compiuta giacenza [8].

Alla luce del suesposto quadro normativo, come interpretato dalla
giurisprudenza, l'individuazione del momento di perfezionamento delle
notificazioni a mezzo del servizio postale dipendeva, principalmente,
dalla natura, sostanziale o processuale, dell'atto notificando, nonché
dalle modalità di espletamento dell'attività informativa. Una
distinzione s'imponeva, dunque, tra atti tributari sostanziali e
processuali; nell'ambito di questi ultimi, occorreva ulteriormente
differenziare le notificazioni effettuate direttamente a mezzo posta,
da quelle che presupponevano l'intervento di un agente all'uopo
deputato ed il rispetto delle formalità prescritte dal codice di rito.



"Notificazioni dirette" di atti processuali

Nel settore tributario, sono riconducibili alla nozione di
notificazione in senso lato le notifiche di atti processuali a mezzo
posta, effettuate direttamente, in assenza dell'intermediazione
dell'agente notificatore, mediante plico senza busta raccomandato con
avviso di ricevimento [9], ai sensi dell'art. 16, comma 3, del D.Lgs.
n. 546/1992. Tale disposizione deve essere coordinata con il
successivo quinto comma, il quale, finalizzato ad evitare i rischi
connessi al disservizio postale [10], ravvisa nella data della
spedizione il perfezionamento dell'attività informativa, rilevando il
ricevimento dell'atto al limitato fine della decorrenza dei termini
che hanno inizio dalla notificazione, ivi compresi i termini
d'impugnazione [11]. Anche gli atti introduttivi dei giudizi di
merito, notificati direttamente, a mezzo del servizio postale, in
plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, s'intendono
proposti nella data di spedizione, in forza della disciplina speciale
in esame [12]. Di contro, in applicazione della normativa generale,
l'indirizzo giurisprudenziale, fino ad oggi costante, dichiarava
l'inammissibilità del ricorso per cassazione notificato a mezzo del
servizio postale, se tardivamente ricevuto dal destinatario [13]. Ne
discendeva, quale logico corollario, la sufficienza, ai fini della
costituzione in giudizio davanti alle Commissioni tributarie, del
deposito della fotocopia della ricevuta di spedizione della
raccomandata [14], quale prova dell'avvenuto perfezionamento della
notificazione e della rituale proposizione del ricorso. Viceversa, la
mancata allegazione agli atti dell'avviso di ricevimento, in caso di
notifica del ricorso per cassazione a mezzo del servizio postale,
determinava l'inesistenza della notifica e l'inammissibilità del
ricorso stesso, quando la controparte non si fosse costituita [15].



Profili di incostituzionalità dell'art. 149 c.p.c.: dalla manifesta
inammissibilità ...

Era già stata sollevata questione di legittimità costituzionale
dell'art. 149 c.p.c., letto alla luce dell'interpretazione
giurisprudenziale, fino ad oggi costante, secondo la quale la notifica
a mezzo del servizio postale si perfezionava nel momento del
ricevimento, quand'anche la parte notificante avesse adempiuto in
termini, da luogo diverso da quello in cui avrebbe dovuto essere
effettuata la notifica, a tutte le formalità richieste per
l'effettuazione della notifica stessa a mezzo di ufficiale
giudiziario, il quale si fosse avvalso del servizio postale. A
sostegno delle censure di incostituzionalità, prospettate con
riferimento agli art. 3 e 24 Cost., era stata invocata, tra l'altro,
la disciplina vigente in tema di ricorsi amministrativi e tributari,
nonché quella prevista dall'art. 140 c.p.c., univocamente dirette ad
attribuire rilevanza alla data della spedizione ai fini del
perfezionamento della notificazione [16]. La Consulta, con specifico
riguardo alla formulazione dell'ordinanza di rimessione, osservava che
il giudice a quo, contestando per supposta incostituzionalità
l'interpretazione giurisprudenziale dell'art. 149 c.p.c., escludeva al
contempo che fosse l'unica sostenibile, asserendo che non sarebbe
stata imposta "dal tenore letterale della norma". L'astratta
ipotizzabilità di un diverso significato della disposizione,
costituzionalmente legittimo, ancorché non esplicitato, legittimava,
dunque, la dichiarazione di manifesta inammissibilità, contenuta
nell'ordinanza 27 luglio 2001, n. 322 [17]. Tuttavia, la possibilità
di attribuire un diverso significato alle disposizioni censurate,
appariva preclusa dalla disciplina generale sulle notificazioni a
mezzo del servizio postale, la quale, prescrivendo l'allegazione
dell'avviso di ricevimento all'originale dell'atto [18], lo
qualificava espressamente quale documento costitutivo della "prova
dell'eseguita notificazione" [19]. Alla luce del sistema normativo
vigente, dunque, non sembrava potersi sostenere un'interpretazione
della disciplina generale sulle notificazioni a mezzo posta che,
legittimamente prescindendo dalla consegna dell'atto al destinatario,
ne anticipasse il perfezionamento al momento della consegna dell'atto
medesimo all'agente notificatore.



... alla dichiarazione di illegittimità costituzionale

Come testualmente si legge nella sentenza in rassegna, la Suprema
Corte ha nuovamente sottoposto la questione all'esame della Consulta,
diversamente motivando l'ordinanza di rimessione e precisando che
"l'art. 4, comma terzo, della legge n. 890 del 1982, nel disporre che
"l'avviso di ricevimento costituisce prova dell'eseguita
notificazione", non lascerebbe spazi interpretativi e non
consentirebbe, dunque, soluzioni ermeneutiche diverse da quella,
costituente diritto vivente, secondo la quale gli effetti della
notificazione a mezzo posta si produrrebbero, anche per il
notificante, solo con la consegna del plico al destinatario da parte
dell'agente postale". Dato atto della rilevata "impossibilità di una
diversa opzione interpretativa", viene ascritta "portata generale" al
"principio della sufficienza ... del compimento delle sole formalità
che non sfuggono alla disponibilità del notificante", già espresso
pronunciando in materia di notificazioni all'estero [20], ed imposto
dall'esigenza di rispettare gli artt. 3 e 24 Cost. Ne discende
l'illegittimità costituzionale del combinato disposto dell'art. 149
c.p.c., e dell'art. 4, terzo comma, della legge n. 890/1982, "nella
parte in cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il
notificante, alla data di ricezione dell'atto da parte del
destinatario anziché a quella, antecedente, di consegna dell'atto
all'ufficiale giudiziario". Resta fermo, s'intende, "per il
destinatario, il principio del perfezionamento della notificazione
solo alla data di consegna dell'atto, attestata dall'avviso di
ricevimento, con la conseguente decorrenza da quella stessa data di
qualsiasi termine imposto al destinatario medesimo".



Consegne sul piano dell'operatività

Dai principi espressi nella sentenza in commento discendono importanti
conseguenze, sul piano della pratica applicazione delle norme. E
infatti, indipendentemente dalla natura, sostanziale o processuale,
dell'atto notificando, il momento di perfezionamento delle
notificazioni a mezzo del servizio postale, deve essere sempre
individuato:

- per il notificante, nella data di consegna dell'atto all'agente
notificatore ovvero, nell'ipotesi di notificazioni dirette, nella data
della spedizione;

- per il notificatario, nella data di ricezione dell'atto.

Correlativamente, la fotocopia della ricevuta di spedizione
costituirà, per il notificante, prova della tempestività della
notificazione. L'avviso di ricevimento assumerà rilevanza, a sua
volta, ai fini dell'opponibilità al destinatario dell'avvenuta
notificazione.



Problematiche in ordine alla recettizietà degli atti tributari
sostanziali

Non possono sottacersi, conclusivamente, alcune problematiche relative
alla necessità di coordinare i principi espressi dalla sentenza in
commento con la natura recettizia degli atti tributari sostanziali
[21], e la conseguente essenzialità della notifica, quale "elemento
intrinseco essenziale per il perfezionamento dell'atto stesso che, in
difetto di esso, giuridicamente non esiste" [22].

Come correttamente osservato dalla Consulta, determinandosi "una
scissione soggettiva del momento perfezionativo del procedimento
notificatorio", "resta naturalmente fermo, per il destinatario, il
principio del perfezionamento della notificazione solo alla data di
ricezione dell'atto, attestata dall'avviso di ricevimento". Potrebbe
verificarsi che l'atto notificando, tempestivamente consegnato
dall'Amministrazione finanziaria all'agente notificatore, non pervenga
al destinatario. La mancata ricezione potrebbe dipendere da
irritualità nella procedura seguita dall'agente notificatore. Si
ipotizzi, a titolo meramente esemplificativo, che un avviso di
accertamento, tempestivamente consegnato all'ufficiale giudiziario o
al messo affinché proceda alla notificazione a mezzo del servizio
postale, non pervenga al destinatario entro i termini stabiliti, a
pena di decadenza, per l'esercizio dell'attività impositiva, per
essere avvenuta la consegna dell'atto notificando nei confronti di
persona non abilitata a riceverlo [23]. Nel caso, non è soltanto
compromessa la conoscenza effettiva dell'avviso di accertamento da
parte del contribuente: essendo state violate le disposizioni che
disciplinano lo svolgimento dell'attività informativa, non si è
neppure perfezionata la "conoscenza legale", essenziale al fine di
ritenere l'atto validamente notificato. Sulla base della pronuncia in
esame, la conseguenza del mancato perfezionamento della notificazione
nei confronti del destinatario, in difetto di ricezione dell'avviso di
accertamento, impedisce la decorrenza dei termini per impugnarlo
davanti ai giudici tributari. Non si tratta, tuttavia, dell'unica
conseguenza ipotizzabile. Il mancato perfezionamento della
notificazione nei confronti del destinatario, entro i termini
perentori normativamente stabiliti, comporta, altresì, la decadenza
dall'esercizio della funzione impositiva: non può valere ad impedirla
la mera consegna dell'atto all'agente notificatore, quand'anche sia
stata effettuata entro i termini decadenziali. La legittima formazione
dell'atto recettizio presuppone, infatti, che la notificazione si
perfezioni anche nei confronti del destinatario, non bastando
l'intervenuto perfezionamento per il notificante. Tornando
all'esemplificazione di cui sopra, la tempestività della consegna
dell'atto all'agente notificatore non impedisce la decadenza
dall'esercizio del potere impositivo nei confronti del contribuente,
al quale l'atto non sia stato validamente notificato, per non essere
stato consegnato a persona abilitata a riceverlo. L'Amministrazione
finanziaria non potrà provvedere, in via di autotutela, a rinnovare la
notificazione, dopo la decorrenza dei termini decadenziali [24]. Di
contro, se il procedimento di notificazione a mezzo del servizio
postale è stato ritualmente compiuto, l'atto recettizio si perfeziona
e, soltanto in questo caso, opera la "scissione soggettiva del momento
perfezionativo": per l'Amministrazione finanziaria notificante varrà,
quale data di notificazione dell'avviso di accertamento, quella di
consegna dell'atto all'agente notificatore, ma i termini di
impugnazione decorreranno, per il contribuente, dalla data di
ricezione dell'atto. In altri termini, la differenziazione
nell'individuazione del momento di perfezionamento della notificazione
a mezzo posta di un atto recettizio presuppone, in ogni caso, la
validità della notificazione.






Note:

1 Art. 56 del D.P.R. n. 633/1972; art. 52, comma 3, del D.P.R. n.
131/1986; art. 49 del D.Lgs. n. 346/1990.


2 Art. 26, ultimo comma, del D.P.R. n. 602/1973. Si osserva, peraltro,
che la citata disposizione, con specifico riferimento alla
notificazione della cartella di pagamento, stabilisce che "la notifica
può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di
ricevimento; in tal caso, la cartella è notificata in plico chiuso e
la notifica si considera avvenuta nella data indicata nell'avviso di
ricevimento". Alla luce dei principi espressi nella sentenza in
commento, è evidente l'incostituzionalità della norma, "nella parte in
cui prevede che la notificazione si perfeziona, per il notificante,
alla data di ricezione dell'atto da parte del destinatario anziché a
quella, antecedente, di consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario"
o, più correttamente, alla data della spedizione, trattandosi di
notificazione eseguita direttamente.


3 Come si evince dall'intitolazione, la legge in questione si applica
alle sole notificazioni a mezzo posta ed alle connesse comunicazioni,
e non anche alle comunicazioni non connesse con notificazioni; resta
ferma, in ogni caso, l'operatività della disciplina generale in tema
di recapito della corrispondenza a domicilio, contenuta nel D.P.R. 29
maggio 1982, n. 55. Con riferimento alla comunicazione del dispositivo
della sentenza, cfr. Cass., 27 ottobre 1995,n. 11213, in GT - Riv.
giur. trib. n. 4/1996, pag. 335, con nota di M. Bruzzone.


4 C. Glendi, "Notificazioni e comunicazioni nel diritto tributario",
in Boll. Trib., 1983, pag. 1563 e in "Appendice Novissimo Digesto
Italiano", voce Comunicazioni e notificazioni - Diritto tributario,
Torino, 1984; Id., Commentario delle leggi sul contenzioso tributario,
Milano, 1990, pag. 900.


5 Cfr., da ultimo, Cass., 4 febbraio 2000, n. 1218, in Rep. Foro it.,
2000, voce "Notificazione civile", n. 61; Id., 4 luglio 1998, n. 6554,
ivi, 1999, voce cit., n. 70.


6 Ai sensi dell'art. 8, comma 1, della citata legge n. 890/1982,
nell'ipotesi di rifiuto di firmare l'avviso di ricevimento del piego
ricevuto da parte del destinatario dell'atto o delle persone
legittimate alla consegna, ovvero di rifiuto del piego o di
apposizione della firma sul registro di consegna da parte del
destinatario dell'atto, l'agente postale, fatta menzione sull'avviso
di ricevimento con indicazione, in caso di persona diversa dal
destinatario, del nome, cognome e qualità, appone la data e la firma
sull'avviso di ricevimento restituendolo subito al mittente,
unitamente al piego in caso di rifiuto del destinatario a riceverlo.
In caso di rifiuto del piego o di apposizione della firma sul registro
di consegna da parte delle persone abilitate alla ricezione, ovvero di
impossibilità di recapitare il piego, previo accertamento della
temporanea assenza del destinatario (Cass., 5 ottobre 2000, n. 13285,
in Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n. 56; Id., 11
ottobre 1999, n. 11371, ivi, 1999, voce cit., n. 78; Id., 14 agosto
1997, n. 7617, ivi, 1997, voce cit., n. 53), il quale risulti non aver
cambiato residenza, dimora o domicilio (Cass., 1° settembre 2000, n.
11498, in Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n. 57;
Id., 12 giugno 1999, n. 5823, ivi, 1999, voce cit., n. 77), ovvero
della mancanza, inidoneità o assenza delle persone legittimate alla
consegna, il secondo comma prevede l'immediato deposito del piego
nell'ufficio postale, il rilascio di avviso al destinatario mediante
affissione alla porta d'ingresso o immissione nella cassetta della
corrispondenza dell'abitazione, ufficio o azienda, l'apposizione
sull'avviso di ricevimento della data e, a pena di inesistenza (Cass.,
21 maggio 1992, n. 6146, in Rep. Foro it., 1993, voce "Notificazione
civile", n. 24) e/o comunque di nullità (Cass., 15 giugno 1998, n.
5972, in Rep. Foro it., 1998, voce "Notificazione civile", n. 57),
della sottoscrizione dell'agente postale, anche illeggibile, qualora
non siano sollevate contestazioni in ordine all'identificazione del
notificante quale agente postale (Cass., 3 marzo 1998, n. 2327, in
Rep. Foro it., 1998, voce "Notificazione civile", n. 62). L'avviso di
ricevimento, da unirsi al piego, deve contenere la menzione delle
formalità eseguite, del deposito e dei motivi che li hanno
determinati; tale avviso o, in caso di smarrimento o distruzione, il
suo duplicato, rilasciato dall'ufficio postale ai sensi dell'art. 6
della legge n. 890/1982, è il solo documento idoneo a provare la
consegna, la data e l'identità della persona a mani della quale la
consegna è stata eseguita (Cass., 22 febbraio 2000, n. 1996, in Rep.
Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n. 59); non assume
rilevanza la dichiarazione di consegna rilasciata dal dirigente
dell'ufficio postale (Cass., 6 marzo 1995, n. 2572, in Rep. Foro it.,
1995, voce "Notificazione civile", n. 46). L'omessa menzione di tutte
le formalità eseguite, del luogo di affissione o immissione
dell'avviso (Cass., 15 febbraio 1999, n. 1224, in Rep. Foro it., 2000,
voce "Notificazione civile", n. 3; contra, Cass., 8 maggio 1998, n.
4691, ivi, 1998, voce cit., n. 60), del deposito e relativa data,
nonché dei motivi che li hanno determinati (Cass., 1° settembre 2000,
n. 11498, in Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n. 57),
determina l'invalidità della notifica, talvolta qualificata in termini
di giuridica inesistenza (Cass., 1° settembre 2000, n. 11498, cit.;
Id., 12 giugno 1999, n. 5823, in Rep. Foro it., 1999, voce
"Notificazione civile", n. 77; Id., 15 febbraio 1999, n. 1224, ivi,
2000, voce cit., n. 3; Id., 25 febbraio 1995, n. 2141, ivi, 1995, voce
"Impugnazioni civili", n. 102; Id., 26 marzo 1994, n. 2956, ivi, 1994,
voce "Notificazione civile", n. 46; Id., 22 novembre 1991, n. 12555,
ivi, 1991, voce cit., n. 41; Trib. Padova, 22 maggio 1995, in Foro it,
1996, I, col. 717), altra volta di radicale nullità (Cass., 5 ottobre
2000, n. 13285, Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n.
56; Id., 14 agosto 1997, n. 7617, ivi, 1998, voce cit., n. 58) ovvero
di mera nullità (Cass., 11 ottobre 1999, n. 11371, in Rep. Foro it.,
1999, voce "Notificazione civile", n. 78). A superamento di precedenti
pronunce di manifesta inammissibilità, è stata dichiarata
l'illegittimità costituzionale del citato art. 8 della legge n.
890/1982, per violazione del diritto alla difesa, nella parte in cui,
al secondo comma, non prevede che, in caso di rifiuto di ricevere il
piego o di firmare il registro di consegna da parte delle persone
abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per
temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o
assenza delle persone sopra menzionate, sia data notizia al
destinatario, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, del
compimento delle formalità prescritte e del deposito del piego, come
già imposto dall'art. 140 c.p.c. A sua volta, il successivo terzo
comma è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, sempre per
violazione del diritto alla difesa, nella parte in cui prevede che il
piego sia restituito al mittente, in caso di mancato ritiro da parte
del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l'ufficio
postale, trattandosi di un termine del tutto inidoneo, per la sua
brevità, a garantire l'effettiva possibilità di conoscenza; decorsi
dieci giorni dal deposito, la notificazione deve ritenersi eseguita,
nonostante il piego non sia restituito al mittente (Corte cost., 23
settembre 1998, n. 346, in Corr. Trib. n. 41/1998, pag. 3055, con
commento di M. Bruzzone, in Foro it., 1998, I, col. 2601, con nota di
R. Caponi, in Corr. giur., 1998, pag. 1428, con nota di R. Caponi-R.
Conte, in Cons. Stato, 1998, II, pag. 1563, con nota di R. Murra, in
Guida al dir. n. 39/1998, pag. 22, con nota di M. Fiorini).


7 Cass., 12 giugno 2001, n. 7925, in I Quattro Codici della Riforma
Tributaria big, Cd-rom, IPSOA; Id., SS.UU., 16 luglio 1999, n. 407, in
Rep. Foro it., 1999, voce "Notificazione civile", n. 48; Id., 1°
luglio 1999, n. 382, ivi, 1999, voce cit., n. 47; Id.,12 giugno 1999,
n. 321, ivi, 1999, voce cit., n. 46; Id., 5 marzo 1996, n. 1729, ivi,
1996, voce cit., n. 45.


8 Sulla manifesta infondatezza della questione di legittimità
costituzionale, prospettata in riferimento all'omessa previsione della
sospensione feriale del termine di giacenza, cfr. Corte cost., ord. 24
luglio 1998, n. 345, in Rep. Foro it., 1999, voce "Notificazione
civile", n. 64.


9 Alla nozione di notificazione in senso lato è riconducibile,
altresì, la consegna diretta all'impiegato addetto all'Ufficio
tributario o all'Ente locale (cfr. C. Glendi, "Notificazioni e
comunicazioni nel diritto tributario", cit., loc. cit., pag. 1573,
nota 110; A. Berliri, "Delle notificazioni e comunicazioni in materia
tributaria", in Giur. imp., 1984, IV, pag. 1458; M.T. Spanu, in C.
Glendi, Commentario delle leggi sul contenzioso tributario, cit., pag.
725; T. Tomasicchio, Manuale del contenzioso tributario, Padova, 1986,
pag. 142.


10 Cfr. relazione illustrativa al D.P.R. n. 739/1981, in Boll. trib.,
1982, pag. 41 ss.; C.M. 2 marzo 1982, n. 1/00141, in I Quattro Codici
della Riforma Tributaria big, Cd-rom, IPSOA.


11 In caso di incertezza riguardo al giorno della ricezione, i termini
d'impugnazione si computano dalla data del bollo apposto dall'ufficio
postale al momento della restituzione (Comm. trib. centr., 6 novembre
1997, n. 5319, in Comm. trib. centr., 1997, I, pag. 839).


12 Le notificazioni dirette a mezzo posta sono consentite anche in
sede di proposizione del ricorso al giudice tributario, in primo grado
e in sede di gravame, come disposto, rispettivamente, dall'art. 20,
secondo comma, espressamente richiamato dall'art. 53, secondo comma,
del D.Lgs. n. 546/1992. La spedizione dovrà avvenire, come
testualmente disposto, "in plico raccomandato senza busta con avviso
di ricevimento". Tali formalità non erano prescritte dalla disciplina
previgente all'entrata in vigore dell'art. 8 del D.P.R. n. 739/1982,
in forza del quale si riteneva sufficiente, ai fini della prova
dell'avvenuta spedizione, la produzione della ricevuta rilasciata
dall'ufficio postale, ponendo l'onere della prova a carico di colui
che intendesse contestarne la riferibilità al ricorso (Cass., 16
novembre 1988, n. 6200, in Rep. Foro it., 1988, voce "Tributi in
genere", n. 913). In applicazione della disciplina successiva alla
novella introdotta dal citato art. 8 del D.P.R. n. 739/1981, il
prevalente indirizzo giurisprudenziale affermava che l'accertamento
del giorno in cui il ricorso era stato proposto avrebbe potuto
avvenire in due soli modi, e specificamente rilevandolo dalla
certificazione della ricezione da parte della segretaria della
commissione tributaria adita ovvero dal timbro postale recante la data
dell'avvenuta spedizione, qualora quest'ultima fosse stata effettuata
in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento; il
mancato rispetto di queste ultime formalità rendeva ininfluente, ai
fini della tempestività del ricorso, la data della spedizione,
rilevando unicamente la certificazione della data apposta dalla
segreteria dell'organo giurisdizionale al momento della ricezione
(Cass., 21 luglio 2000, n. 9599, in Rep. Foro it., 2000, voce "Tributi
in genere", n. 1519; Comm. trib. centr., 14 settembre 1998, n. 4361,
ivi, 1998, voce cit., n. 1609; Id.,9 luglio 1998, n. 3874, ivi, 1998,
voce cit., n. 1310; Id.,18 febbraio 1997, n. 385, in Comm. trib.
centr., 1997, I, pag. 134; Id., 15 maggio 1996, n. 2579, in Giur.
imp., 1997, pag. 15; Id., 9 marzo 1995, n. 932, ivi n. 3/1996, pag.
285, con commento di A. Chizzini, "Dell'ammissibilità del ricorso
spedito in busta"; Id., 12 marzo 1994, n. 694, ivi n. 9/1994, pag.
901; Id., 8 aprile 1991, n. 2717, in Il fisco, 1991, pag. 4868; in
termini, R.M. 4 settembre 1986, n. 250195, in Corr. Trib. n. 44/1986,
pag. 3053. Contra, sull'improcedibilità del ricorso inoltrato in busta
chiusa, cfr. Comm. trib. 1° grado Milano, 25 marzo 1991, in Corr.
Trib. n. 48/1991, pag. 3569). Adeguando il principio di diritto alle
vigenti modalità di proposizione del ricorso, nell'ipotesi di
spedizione del ricorso in busta chiusa dovrebbe assumere rilevanza, ai
fini del perfezionamento della notificazione, la data di ricevimento
del ricorso da parte del destinatario (cfr. A. e M. Finocchiaro,
Commentario al nuovo contenzioso tributario, Milano, 1996, pag. 436;
in senso contrario, A. Giovannini, "Il ricorso e gli atti
impugnabili", in F. Tesauro, Giurisprudenza sistematica di diritto
tributario, Torino, 1998, pag. 370).


13 Cass., 7 agosto 1990, n. 7962, in Rep. Foro it., 1991, voce
"Tributi in genere", n. 945.


14 Art. 22, comma 1, ultima parte, del D.Lgs. n. 546/1992.


15 Cass., 22 ottobre 1999, n. 11860, in GT - Riv. giur. trib. n.
3/2000, pag. 189, con commento di C. Glendi, "Mancando agli atti
l'avviso di notifica per posta il ricorso è inammissibile".


16 Cfr. Cass.,19 maggio 2000, ord. n. 453, in Foro it., 2000, I, col.
2513, con nota di R. Caponi.


17 In GT - Riv. giur. trib. n. 10/2001, pag. 1177, con commento di M.
Bruzzone, "Perfezionamento delle notifiche a mezzo posta:spedizione o
consegna?".


18 Art. 149 c. p. c.; art. 5 della legge n. 890/1982.


19 Art. 4, terzo comma, della legge n. 890/1982.


20 Corte cost., sent. 3 marzo 1994, n. 69, in Rep. Foro it.,1995, voce
"Notificazione civile", n. 28.


21 Cass., 21 aprile 2001, n. 5924, in Corr. Trib. n. 23/2001,
pag.1736, con commento di M. Bruzzone e in Guida Normativa n. 82/2001,
pag.36, con commento di C. Glendi, "Inaccettabile l'equiparazione agli
atti processuali"; Id., 30 marzo 2001, n. 4760, in Corr. Trib. n.
22/2001, pag.1668, con commento di M. Bruzzone.


22 Così efficacemente si è recentemente espressa autorevole dottrina:
cfr.C. Glendi, "Inaccettabile l'equiparazione agli atti processuali",
cit., loc. cit., pag. 39 ss.


23 Cfr.art. 7 della legge n. 890/1982. Nell'ipotesi di notificazioni
eseguite a mezzo posta mediante consegna a familiare, dunque, si
richiede che il consegnatario sia una persona convivente, anche
temporaneamente, con il destinatario, non essendo sufficiente la
sussistenza di un mero rapporto di parentela o affinità (Cass., 13
agosto 1997, n. 7544, in Rep. Foro it., 1997, voce "Notificazione
civile", n. 50). Peraltro, in caso di notificazioni eseguite
nell'abitazione del destinatario mediante consegna persona di
famiglia, opera la presunzione di convivenza in capo al figlio (Cass.,
24 luglio 2000, n. 9658, in Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione
civile", n. 15), al fratello, alla madre (Cass., 26 settembre 1989, n.
12948, in Corr. Trib. n. 45/1989, pag. 3167), mentre viene esclusa per
il cugino (Cass., 11 gennaio 1992, n. 235, in Corr. Trib. n. 13/1992,
pag. 952), la cognata (Cass., 13 agosto 1997, n. 7544, in Rep. Foro
it.,1997, voce "Notificazione civile", n. 50), la fidanzata (Cass., 30
marzo 1992, n. 3858, in Rep. Foro it., 1992, "Notificazione civile",
n. 10). E' ammessa prova contraria della mera occasionalità della
presenza del familiare (Cass., 20 giugno 2000, n. 8335, in Banca Dati
del Corriere Tributario n. 11/2000, pag. 1231; Id., 11 gennaio 2000,
n. 187, in Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n. 17;
Id., 5 maggio 1997, n. 6051, in Comm. trib. centr., 1997, II, pag.625;
Id., 27 ottobre 1995, n. 11213, in GT-Riv. giur. trib. n. 4/1996, pag.
335, con note di M. Bruzzone); l'onere probatorio non può ritenersi
assolto attraverso la produzione di certificazioni attestanti che il
consegnatario ha residenza anagrafica in luogo diverso rispetto a
quello della realizzata notificazione (Cass., 11 gennaio 2000, n. 187,
in Rep. Foro it., 2000, voce "Notificazione civile", n. 4; Id., 26
maggio 1999, n. 5109, ivi, 1999, voce cit., n. 32; Id., 5 settembre
1997, n. 8597, ivi.,1997, voce cit., n. 14; Id., 19 febbraio 1992 n.
2060, in Corr. Trib. n. 20/1992, pag.1141). La presunzione di
convivenza non meramente occasionale non opera nel caso di
notificazione eseguita nella residenza propria del familiare, diversa
da quella del destinatario dell'atto (Cass., 2 luglio 1999, n. 6817,
in Rep. Foro it., 1999, voce "Notificazione civile", n. 20; Id., 20
febbraio 1998, n. 1843, ivi, 1998, voce cit., n. 14).


24 Cfr., da ultimo, Cass., 22 febbraio 2002, n. 2531, in Corr. Trib.
n. 38/2002, pag. 3457, con commento di F. Graziano.



Ciao

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Soldato Blu

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